Nell’ordine delle cose vi è, per molti di noi, la pausa invernale, niente tuffi ai primi freddi, almeno alle nostre latitudini. Spesso, le giornate invernali regalano sole splendente, mare piatto e una visibilità che non ha paragoni, ecco a che ci serve una muta stagna.
I nostri amici tecnici o quelli di voi che fanno immersioni in circuito chiuso sono chiaramente muta stagna-dipendenti, tali immersioni per profondità e tempi richiedono comunque questa attrezzatura.
Tecnicamente il principio alla base di una muta stagna e’ molto semplice, è una muta monopezzo, che include i piedi e sigilla collo e polsi con vari sistemi, dotata di una coppia di valvole che consente di caricare e scaricare al suo interno dell’aria.
L’efficacia termica della muta stagna è data dalla sua capacità di escludere dal contatto con l’acqua e dalla capacità di trattenere intorno al corpo uno strato d’aria, efficacissimo isolante, intrappolata per la maggior parte tra le fibre del sotto-muta
Il sotto-muta è quindi un attrezzatura che dobbiamo considerare parte integrante della muta stagna, alle sue fibre e all’aria in esse intrappolata è affidato gran parte dell’isolamento termico.
In ambito subacqueo, esistono mute stagne in neoprene precompresso ed in materiali pluri-laminati, di cui il più’ famoso è il trilaminato.
Cosa bisogna sapere per scegliere tra le due grandi famiglie?
Il neoprene è un polimero sintetico che include nella sua struttura molta aria, per questo motivo offre una protezione termica insita nel materiale stesso che si somma all’effetto del sotto-muta
Il rovescio della medaglia, da considerare, è il fatto che, sebbene spesso sia pre-compresso, tale materiale è comunque comprimibile e si assottiglia a causa della pressione dell’acqua, man mano che la profondità aumenta, variando la spinta idrostatica.
Abbiamo capito che il problema della stagna in neoprene è la pesata, molto diversa tra la superficie e il fondo. I vantaggi sono la morbidezza, la praticità e il minore spessore del sotto-muta che riduce di conseguenza la sensazione di impiccio per il subacqueo.
Il trilaminato è strutturalmente costituito da due fodere tra le quali è posto uno strato impermeabile. La struttura lo rende assolutamente incomprimibile. La muta stagna in trilaminato ci offre quindi una spinta idrostatica costante a qualsiasi profondità, dall’inizio alla fine del tuffo.
Di contro, la natura e lo spessore del materiale ne rendono nulla la protezione termica, affidando il benessere termico del subacqueo in toto al sotto-muta, che dovrà avere uno spessore più’ importante.
Lo spessore ridotto dei materiali laminati offre un ulteriore vantaggio, la possibilità di costruire la muta con un busto telescopico, ossia con la giacca risvoltata sopra i pantaloni, questo migliora molto la libertà di movimento.
Il trilaminato è inoltre molto resistente all’abrasione e tale caratteristica è aumentata da ulteriori rivestimenti e protezioni spesso applicate esternamente.
Le mute stagne in trilaminato sono quindi preferite per immersioni profonde, dove la differente spinta avrebbe maggiore importanza e in caverne o relitti dove il rischio di abrasione o tagli è maggiore,
Le valvole sono gli strumenti che ci consentono di caricare e scaricare l’aria dalla nostra muta.
La valvola di carico è posizionata al centro del petto, collegata, con un innesto rapido, ad una frusta di bassa pressione ed è comandata dalla semplice pressione di un pulsante.
Quella di scarico è una valvola unidirezionale, posta sul braccio sinistro che può’ essere aperta manualmente, esercitando una pressione della mano sulla valvola stessa.
Al suo interno, una molla controlla il flusso dell’aria in uscita ed è possibile regolare la tensione della molla stessa, quindi il flusso dell’aria, avvitando o svitando la valvola intorno alla propria sede. I costruttori più’ importanti di valvole sono l’inglese Apeks e la svedese si-tech, entrambe producono valvole affidabili e di ottima qualità.
Il collo e i polsi della muta stagna sono punti critici. La sigillatura di queste parti è fondamentale per l’efficacia della muta stessa, è possibile ottenerla con diversi materiali.
Il Lattice è forse il più’ comune, e’ un materiale naturale che garantisce una ottima tenuta, è facile da incollare, ma presenta alcuni inconvenienti,
a) le allergie, essendo un materiale naturale può’ provocare reazioni allergiche.
b) la fragilità. È un materiale relativamente fragile e se maneggiato con poca attenzione può’ rompersi. E’ sensibile alla luce, al calore e agli acidi del sudore.
La vita di un elemento in lattice della nostra muta è molto variabile da 6 mesi a 2 anni, poi andrà sostituito.
Il Neoprene è il più’ robusto, durevole e comodo dei materiali utilizzati per la sigillatura del collo e dei polsi. Lo svantaggio principale è una tenuta meno efficace. Essendo il meno elastico, deve, necessariamente avere dimensioni delle aperture maggiori rispetto agli altri materiali, per consentire il passaggio della testa e delle mani. Quando è utilizzato nel collo, ad esempio, va svoltato verso l’interno e garantisce la tenuta grazie all’aria intrappolata nella piega stessa, vietato in questo caso scaricare la muta in modo completo e brusco.
Il silicone è in assoluto il materiale dalle più’ alte prestazioni, morbido con alta tenuta, anallergico. Il suo limite è che non può’ essere incollato, viene quindi assemblato sulla muta, incastrandolo in specifici anelli e supporti che lo trattengono in sede, questo lo rende mediamente più’ costoso degli altri.
Grande vantaggio degli elementi in silicone è la possibilità di essere cambiati rapidamente con elementi nuovi anche presso il sito di immersione, sganciando e riagganciando i supporti che li tengono in sede.
Le cerniere, due sono le tipologie di cerniere stagne che incontrerete nelle vostre mute stagne, la cerniera in plastica, YKK, T ZIP sono i principali produttori mondiali o la cerniera in Bronzo, BDM è l’azienda leader.
Si possono passare giorni in accese e articolate discussioni su quale prodotto sia migliore. Nel mio piccolo, visto che entrambi i prodotti sono efficaci, faccio solo una considerazione, l’innovazione e lo sviluppo di prodotti nuovi punta da anni verso le cerniere in polimero, magari non sono ancora esenti da difetti ma sono prodotti sui cui si investe molto e da tanto tempo. L’unica avvertenza universale, le cerniere vanno lubrificate tanto e spesso, perché abbiano vita lunga e felice.
La P-valve è una terza ed eventuale valvola installabile sulla muta stagna alla coscia. E’ una valvola unidirezionale collegata ad un catetere vescicale non invasivo che consente di liberarci facilmente la vescica senza allagare la muta, diversissime le aziende che producono valvole di questo tipo tutte relativamente semplici ed efficaci. E’ consigliata nel caso di immersioni tecniche, in circuito chiuso o in grotta.
Il consiglio prima di acquistare una muta stagna è quello di provare un test o una muta da noleggio e valutare con un istruttore in acqua le proprie esigenze. Veniteci a trovare e venite a provare le mute prima dell’acquisto. Disponiamo inoltre di sotto-muta per le più’ diverse esigenze.
Acque limpide a tutti da Antonio